Questo sono…
…uno scienziato, un uomo di scienza, che ricerca la conoscenza, in una parola sono un ricercatore; come quelli che, forniti di setaccio,
si inerpicano per ripide montagne e pericolose foreste alla ricerca delle “pepite d’oro” della natura, dell’universo, della vita.
Ho studiato fisica nucleare e uso la matematica per cercare di capire i segreti del Cosmo, ma non sono un ricercatore da borsa di studio
presso qualche prestigioso centro di ricerca, e neppure sto seduto dietro cattedre universitarie più o meno fantasiose;
non sono nemmeno di quelli che possano vantare un curriculum con pubblicazioni importanti, disseminate di calcoli e parole incomprensibili;
non attendo, fino allo sconforto, nelle periferie dei centri accademici, nell’attesa che qualcuno apra porte di palazzi dai quali possano uscire idee e conoscenze
profuse con scalpore e grande propaganda. Nonostante questo ricerco, ed insegno a ragazzi che non capiscono il motivo del loro studiare, e
hanno ben ragione a non capirlo, perché motivo non c’è, lo studio, la conoscenza, la ricerca, sono gratuiti, sono un atto di generosità
che bisogna fare a se stessi.
Sono uno scrittore, un poeta, e ancora un ricercatore, uso la parola per indagare e ipotizzare, proporre, ascoltare, interagire con l’universo,
per estrarre dal nulla-pieno dell’essere delle cose la linfa vitale, il loro essere e dover-essere, da fissare come su una fotografia
non chiara, sfocata, un po’ ridicola, volutamente resa mossa, poiché la realtà è movimento e la stasi è complessa, irrealistica, i nostri pensieri si evolvono,
i nostri corpi cambiano, i colori svaniscono e si rinvigoriscono. Come nell’eterno alternarsi tra giorno e notte, il futuro si trasforma in presente e poi in passato,
nell’illusione del tempo che, sì, non esiste.
Sono un ballerino di tango e non parlo molto, e ancora sono un ricercatore e uno scrittore, un poeta, e scrivo le mie poesie, di dolore e gioia,
sulle pagine di pavimenti nel buio delle milonghe: lascio segni invisibili, graffiti che evaporano appena dopo la loro scrittura
e subito dopo riscritti a ripetizione, all’infinito, nell’infinita varietà di un gioco con la musica e il silenzio.
Amo la vita e lascio liberi i pensieri, ho scelto di essere cristiano perché così è stato, ho avuto il dono della fede e non è retorica il dire che si sta bene con essa,
con la persona di Gesù. Rispetto il pensiero degli altri come parte della mia fede, non penso che l’agire e il pensiero del mio prossimo possano intaccare
i valori in cui credo e per questo non amo il proselitismo ma anzi adoro la diversità spirituale;
non faccio lotte di nessun tipo e credo nell’individuo e non penso che le masse abbiano un cervello degno di nota.
Sono innamorato e auguro a tutti di esserlo.
Roberto
Roberto Maggiani è nato a Carrara il 25 agosto 1968. Laureato in Fisica all’Università di Pisa, vive a Roma, dove insegna.
Si occupa di divulgazione scientifica, suoi articoli sono stati tradotti in varie lingue (portoghese, spagnolo, francese, inglese). Si occupa inoltre del rapporto tra scienza e poesia.
Insieme a Giuliano Brenna ha fondato la rivista letteraria online www.larecherche.it, di cui è uno dei redattori,
e cura la collana di eBook (Libri liberi).
È autore di otto raccolte di poesia: Sì dopo sì, Edizioni Gazebo, 1998;
Forme e informe, Edizioni Gazebo, 2000; L’indicibile, Fermenti Editrice, 2006; Cielo indiviso, Manni Editori, 2008
(la poesia Figli, tratta da questa raccolta, è stato musicata da Maurizio Morelli e cantata da Fedele Mazzetti);
Angeli in volo, Edizioni L’Arca Felice, 2010
(i testi di questa raccolta fanno parte dello spettacolo-concerto della musicista Gabriella Perugini);
Scienza aleatoria, LietoColle, 2010;
L’ombra di Creso, LaRecherche.it, 2010;
Navigazioni incerte, LaRecherche.it, 2011.
Ha pubblicato il saggio Poesia e scienza, una relazione necessaria?, Edizioni CFR, 2011.
Ha curato le antologie: Quanti di poesia, Edizioni L'Arca Felice, 2011; insieme a Giuliano Brenna, per LaRecherche.it,
Le vie di Marcel Proust, 2010,
Poetica Unità d'Italia, 2011,
Conversazioni con Proust, 2011.
Suoi testi e traduzioni di poesie dal portoghese sono pubblicate su varie riviste letterarie.
Ha scritto i testi per le mostre fotografiche: Vite di marmo, Cielo indiviso e Angeli in volo.
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