Angoli interni
Passigli Editori, 2018 [Poesia]

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ISBN: 9788836816453
Anno di pubblicazione: 2018
Pagine: 137

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Quarta di copertina (dalla prefazione di Roberto Deidier)

Abbiamo conosciuto finora un poeta di sintesi fulminee, di idee tradotte in poche, icastiche rappresentazioni; entrando nel pieno della sua maturità, Maggiani ci pone di fronte a nuove e più ampie misure, non tanto nella struttura del singolo componimento, quanto nell’orchestrazione complessiva di questo libro. Qui si assiste a una lunga rincorsa, prima di compiere il salto definitivo.
L’autore ci invita a sondare e a ripercorrere, insieme a lui, una strada che si perde a ritroso oltre l’origine della specie, e che dall’altro versante giunge fino a noi. È un viaggio lungo e difficile, che si snoda attraverso ben dodici tappe – le sezioni in cui si raccolgono queste poesie – ma senza rispettare la nostra abituale concezione di un tempo lineare. Ogni testo affonda con i suoi interrogativi nell’insondabile territorio di un “prima” cosmico e geologico e con un potente balzo in avanti si chiude sull’oggi, dove ancora sussistono le stesse tensioni, gli stessi desideri, ultime proiezioni di una necessità arcaica.

Leggi la prefazione completa di Roberto Deidier (pdf)

Due poesie

L’affanno del mondo


L’Universo è così come lo vediamo
perché noi potessimo esserci
o noi ci siamo perché l’Universo
è proprio così come lo vediamo?


1

Il mondo si affanna a esistere –
sia nei cervelli che nei cuori –
negli spazi aperti
come nella terra compatta e rocciosa.

Non sappiamo da dove arrivi
né il suo destino
o chi lo attenda dietro la soglia
dei minuti e dei millenni.

2

Sarebbe bello evitare
l’inesistenza della morte –
o se (almeno) prima di scomparire
qualcuno potesse suggerirci –
per un attimo tra i pensieri –
la verità sul mondo.


(tratta dalla sezione La disfatta)

Disinnesco


a Lella

La fornaia ha scoperto
che non insegno fisica nucleare all’università
(un pensiero che si era fatta e di cui non sapevo).
C’è rimasta male perché
voleva una bomba atomica
da mettere al Governo
e la voleva proprio da me.
Gliel’avrei anche data
se ciò avesse potuto cambiare
il corso della nostra storia.

Prima o poi scoprirà
che non insegno neppure al liceo
ma in una scuola professionale
contro la dispersione scolastica:
si tratta di ragazzi che se stanno seduti
e dicono “buongiorno”
è già un successo.

Dovrò dirle che disinnesco bombe atomiche
anziché armarle.


(tratta dalla sezione Disinnesco)

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